I nostri legni pregiati
La scelta del rovere avviene direttamente nelle foreste del Never, Allier, Cher,Vosges, Tronçais, Fontainbleau, Bourgogne e Limousin. Regioni dove, dopo un’attenta selezione, l’azienda ha individuato i più qualificati merrandier, che operano una meticolosa scelta sia sulla provenienza delle piante che sulla loro qualità, e riescono a fornire ampie garanzie sul prodotto offerto.
Individuato il legno, inizia la sua lavorazione per produrre botti, barrique, tonneaux e tini.
Un’operazione delicata che, tuttavia, è favorita dal clima di Castell’Alfero, particolarmente adatto alla stagionatura del legno.
Infatti, nell’arco dell’anno, pioggia, sole, umidità, vento, neve e nebbia si alternano armoniosamente tra loro e vanno ad arricchire quelle sostanze estrattive che provengono dalle trasformazioni del legno durante la
stagionatura.
Per costruire una barrique di ottima scelta, l’esperienza artigianale è importantissima ma deve vivere in simbiosi con l’intuito, che permette al mastro bottaio e, prima ancora, al merrandier di sentire se un legno sarà una buona doga.
Gli elementi essenziali da rispettare sono: il legname e la relativa provenienza, il taglio e la stagionatura.
Il legno è vivo, si muove, respira, parla: è necessario saperlo ascoltare.
Non è un caso che la Fabbrica botti Gamba utilizzi, per la produzione, esclusivamente il legno di rovere, che appartiene al genere Quercus, comprensivo di ben trecento specie.
Ma un buon bottaio ne usa solo due: la Quercus Peduncolata e la Quercus Sessilis, che si trovano nelle stesse foreste.
Altro elemento importante è il terreno in cui questa particolare varietà di querce cresce, dove l’esposizione al sole, al vento e alla pioggia incide sia sulla sua tessitura, ovvero sul tipo di grana, che sugli aromi.
Ogni foresta, però, ha una sua peculiarità: Tronçais, Gros Bois e Dreuille sono le migliori nel dipartimento dell'Allier, mentre quelle di Saint Palais, Allogny, Vierzon si trovano nello Cher e quelle di Bertranges e Bellary nello Nievre (Never).
Nell’Allier, dove cresce in prevalenza la Quercus sessilis, il terreno è argilloso, siliceo, poco fertile: per questo motivo, la pianta ha uno sviluppo lento, il fusto non è molto grande, la sua grana è fine, compatta e poco porosa,i tannini in esso contenuti sono dolci e vanigliati, il legno risulta rosa dorato, liscio e caldo al tatto.
Mentre la nostra azienda, nella regione dello Cher, acquista un rovere dalla fibra compatta e leggermente più tannica dell’Allier. Questo splendido legname dà sempre ottimi risultati nell’affinamento.
Un’operazione delicata che, tuttavia, è favorita dal clima di Castell’Alfero, particolarmente adatto alla stagionatura del legno.
Infatti, nell’arco dell’anno, pioggia, sole, umidità, vento, neve e nebbia si alternano armoniosamente tra loro e vanno ad arricchire quelle sostanze estrattive che provengono dalle trasformazioni del legno durante la
stagionatura.
Per costruire una barrique di ottima scelta, l’esperienza artigianale è importantissima ma deve vivere in simbiosi con l’intuito, che permette al mastro bottaio e, prima ancora, al merrandier di sentire se un legno sarà una buona doga.
Gli elementi essenziali da rispettare sono: il legname e la relativa provenienza, il taglio e la stagionatura.
Il legno è vivo, si muove, respira, parla: è necessario saperlo ascoltare.
Non è un caso che la Fabbrica botti Gamba utilizzi, per la produzione, esclusivamente il legno di rovere, che appartiene al genere Quercus, comprensivo di ben trecento specie.
Ma un buon bottaio ne usa solo due: la Quercus Peduncolata e la Quercus Sessilis, che si trovano nelle stesse foreste.
Altro elemento importante è il terreno in cui questa particolare varietà di querce cresce, dove l’esposizione al sole, al vento e alla pioggia incide sia sulla sua tessitura, ovvero sul tipo di grana, che sugli aromi.
Ogni foresta, però, ha una sua peculiarità: Tronçais, Gros Bois e Dreuille sono le migliori nel dipartimento dell'Allier, mentre quelle di Saint Palais, Allogny, Vierzon si trovano nello Cher e quelle di Bertranges e Bellary nello Nievre (Never).
Nell’Allier, dove cresce in prevalenza la Quercus sessilis, il terreno è argilloso, siliceo, poco fertile: per questo motivo, la pianta ha uno sviluppo lento, il fusto non è molto grande, la sua grana è fine, compatta e poco porosa,i tannini in esso contenuti sono dolci e vanigliati, il legno risulta rosa dorato, liscio e caldo al tatto.
Mentre la nostra azienda, nella regione dello Cher, acquista un rovere dalla fibra compatta e leggermente più tannica dell’Allier. Questo splendido legname dà sempre ottimi risultati nell’affinamento.

Il Centrale è una miscela di piante a grana media, realizzata dal merrandier, provenienti da Allier, Nevers e Cher. Nel Limousin, invece, cresce la Quercus peduncolata. In questa regione, il terreno è argilloso, calcareo, di origine granitica e abbastanza fertile, per cui la crescita della pianta è sufficientemente rapida e regolare.
La grana è grossa e si verifica un maggiore scambio di ossigeno tra esterno e interno, l’evaporazione è più rapida e l’estrazione dei tannini superiore rispetto alle altre zone di provenienza.
La prima cosa da fare, quando un enologo o un tecnico si apprestano a usare contenitori di rovere nel processo produttivo di un particolare vino, è capire quale è il risultato che si vuole ottenere dall’uso del legno: ossia, focalizzare gli apporti e i cambiamenti che desideriamo avvengano nel nostro vino dall’uso di quel particolare legno.

Infatti, nonostante la profonda conoscenza dei legnami giusti per botti e barriques, rimane sempre difficile dire quale tipo di legname sia adatto a questo o quel vino.
La giustificazione si evince dalle tipologie di vitigno, che sono tante e molto differenti tra loro.
Per esempio, la scelta del rovere in enologia si deve comparare con tutti i mutamenti che un vino subisce sia per apporti diretti di sostanze estrattive, sia per il verificarsi di certi fenomeni fisicochimici.
La grana è grossa e si verifica un maggiore scambio di ossigeno tra esterno e interno, l’evaporazione è più rapida e l’estrazione dei tannini superiore rispetto alle altre zone di provenienza.
La prima cosa da fare, quando un enologo o un tecnico si apprestano a usare contenitori di rovere nel processo produttivo di un particolare vino, è capire quale è il risultato che si vuole ottenere dall’uso del legno: ossia, focalizzare gli apporti e i cambiamenti che desideriamo avvengano nel nostro vino dall’uso di quel particolare legno.

Infatti, nonostante la profonda conoscenza dei legnami giusti per botti e barriques, rimane sempre difficile dire quale tipo di legname sia adatto a questo o quel vino.
La giustificazione si evince dalle tipologie di vitigno, che sono tante e molto differenti tra loro.
Per esempio, la scelta del rovere in enologia si deve comparare con tutti i mutamenti che un vino subisce sia per apporti diretti di sostanze estrattive, sia per il verificarsi di certi fenomeni fisicochimici.
Queste sostanze apportate in quantità e proporzioni differenti conferiscono al vino profili aromatici e gustativi diversi.

Per questo motivo, la Fabbrica botti Gamba considera essenziale per il legno una corretta stagionatura, che deve essere naturale affinché non vengano alterati tutti quei processi che solo il freddo, la neve, l’aria, la pioggia e il sole rendono possibili.

Per questo motivo, la Fabbrica botti Gamba considera essenziale per il legno una corretta stagionatura, che deve essere naturale affinché non vengano alterati tutti quei processi che solo il freddo, la neve, l’aria, la pioggia e il sole rendono possibili.

È in questo processo, infatti, che avvengono i fenomeni di polimerizzazione dei tannini e di eliminazione delle componenti fenoliche verdi. Certamente, la stagionatura naturale implica un immobilizzo di capitale non indifferente, ma l’azienda desidera mantenere viva la tradizione della famiglia. Alla fine, la qualità vince sempre.

Ma entriamo nel vivo della lavorazione. È utile ricordare che lo spacco, la stagionatura e la tostatura sono le lavorazioni più importanti nella costruzione di botti, tini e barrique.
Partiamo dallo spacco: è il primo passo per la riuscita di una buona barrique.
In questa fase, interviene il merrandier che seleziona le piante. Esse devono avere fibra diritta, mancanza di nodi e un diametro superiore a 50 cm.
Ma entriamo nel vivo della lavorazione. È utile ricordare che lo spacco, la stagionatura e la tostatura sono le lavorazioni più importanti nella costruzione di botti, tini e barrique.
Partiamo dallo spacco: è il primo passo per la riuscita di una buona barrique.
In questa fase, interviene il merrandier che seleziona le piante. Esse devono avere fibra diritta, mancanza di nodi e un diametro superiore a 50 cm.

Il tronco viene segato di lunghezza superiore alla futura doga e quindi suddiviso in quattro o sei parti, e da ciascuna di esse si ricavano, mediante un’ulteriore spaccatura, le doghe.
È importante non interrompere la fibra, che deve apparire per intero sulla lunghezza delle doghe stesse.
Lo spacco è una operazione costosa: da 5 mc di eccellente legno si ricava1 mc di doghe con caratteristiche idonee alla lavorazione. E così la doga ricavata dallo spacco è molto più costosa di quella ricavata dal segato di buona scelta, tuttavia per le barrique essa è essenziale affinché queste diano al vino il meglio di se stesse.
Come già detto è una scelta di qualità. Amiamo la qualità e amiamo vendere qualità.

